Giornata del Rosario perpetuo in Seminario

Con l’incontro dei gruppi di preghiera “Rosario Perpetuo” e “Fortes in Fide”, svoltosi nel pomeriggio di domenica 25 aprile, ha preso inizio la settimana vocazionale, caratterizzata da diversi eventi di carattere spirituale e formativo a cura dal Centro diocesano vocazioni diretto da don Marco D’Agostino.

Le porte del Seminario si sono aperte intorno alle 14 per accogliere centinaia di uomini e donne che tutti i giorni, in ogni parte della diocesi, pregano per i seminaristi.

Intorno alle 15, dopo la recita del Rosario, è intervenuto mons. Lafranconi che, ringraziando i diversi gruppi presenti per la loro preghiera assidua, ha anche annunciato che nel mese di giugno giungeranno in diocesi le reliquie di S. Margherita Maria Alocoque, l’apostola del Sacro Cuore. Questa preziosa “presenza” caratterizzerà le celebrazioni diocesane conclusive dell’Anno Sacerdotale che Papa Benedetto terminerà proprio nella solennità del Sacro Cuore, giornata di santificazione dei presbiteri.

All’intervento del Vescovo è seguita la Santa Messa, che è stata presieduta dal vicerettore del Seminario don Marco D’Agostino e animata dalla Schola Cantorum di Persico Dosimo. Presenti anche i diaconi che nel prossimo giugno verranno ordinati sacerdoti: don Gabiele Barbieri di Vailate, don Pierluigi Fontana di Vicomoscano e don Gabriele Mainardi di Cumignano sul Naviglio.

Dopo un momento di festa e di beneficenza, nel salone Bonomelli i seminaristi, insieme ad alcuni studenti del liceo paritario classico e scientifico “Vida”, hanno messo in scena lo spettacolo teatrale “Pane e olive” dedicato alla figura di San Filippo Neri. Alle 21 la replica dello spettacolo per i giovani e le famiglie della città.

(fonte: www.diocesidicremona.it)

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Veglia di preghiera per le vocazioni: “cari giovani, ritagliatevi uno spazio di spiritualità”

“Cari giovani, tra poco meno di due mesi avranno inizio le vacanze estive: ritagliatevi uno spazio per una forte esperienza di carattere spirituale”. È questo l’appello che il vescovo di Cremona mons. Dante Lafranconi ha lanciato durante la veglia di preghiera per le vocazioni che si è svolta nella serata di lunedì 26 aprile nella chiesa monastica di San Sigismondo a Cremona

La veglia, caratterizzata dall’adorazione eucaristica, è stata animata dalle monache domenicane e da don Graziano Ghisolfi che ha diretta l’assemblea, composta da molti religiosi, religiose, laici adulti, ma anche da diversi giovani, provenienti soprattutto dalle parrocchie di città.

Accanto al presule, in presbiterio, don Marco D’Agostino, responsabile del Centro Diocesano Vocazioni e i tre diaconi prossimi al presbiterato: don Gabriele Barbieri di Vailate, don Pierluigi Fontana di Vicomoscano e don Gabriele Mainardi di Cumignano sul Naviglio.

Mons. Lafranconi nella sua riflessione ha commentato i tre verbi principali contenuti nel brano evangelico di Giovanni che narra dalla chiamata dei primi discepoli del Battista e del dialogo tra Gesù e Natanaele.

“L’evangelista – ha spiegato il presule – prima di tutto sottolinea il verbo “cercare”. Non è facile cercare: c’è tanta gente che preferisce cercare sempre, come se il trovare comportasse la scelta di un’unica strada e la contemporanea chiusura di altre vie d’uscita. A volte non troviamo perchè abbiamo paura di perdere la nostra libertà”.

Il secondo verbo sottolineato da mons. Lafranconi è “vedere”: “Cristo invita i discepoli di Giovanni ad andare a vedere, a calarsi cioè nell’esperienza. Cio è possibile se impariamo ad uscire da noi stessi. Senza un’esperienza forte di comunione con il Signore è impossibile “vederlo!”. Facciamo tanti campi scuola, mettiamo in piedi tante iniziative di carità, ma poche proposte spirituali. Cari giovani fra due mesi iniziano le vacanze, guai a voi se le concluderete senza aver fatto un’esperienza forte di carattere spirituale”.

L’ultimo verbo analizzato da mons. Lafranconi è stato “abbiamo trovato”. “I discepoli non immaginavano minimamente di trovare il Messia. La meraviglia li porta a raccontare. Quanto è importante raccontare le nostre esperienze spirituali. Non dobbiamo aver paura di metterle in comune. Il racconto può suscitare negli altri il desiderio di cercare”.

Mons. Lafranconi ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di conoscere la propria vocazione, ovvero il disegno che Dio pone nel cuore di ogni persona: “Se lasciamo agire il Signore nella nostra vita, se seguiamo l’ìspirazione che ha seminato nella nostra coscienza noi vedremo cose ben più grandi e ben più belle di quelle che ora contempliamo, è ciò che Gesù ha promesso a Natanaele nel Vangelo che abbiamo appena ascoltato”.

(fonte: www.diocesidicremona.it)