Il “grande passo”

Maggio 1, 2008 at 8:40 pm | In Ordinazioni, Riflessioni, Testimonianze | 1 Comment

Emozioni e prospettive di un diacono

Mancano poche settimane all’ordinazione presbiterale e già vivo la sindrome della vigilia: sono sette anni che mi sto preparando a questo momento, ma più si avvicina più mi rendo conto di quanta sia la distanza fra quello che vorrei essere e quello che in realtà sono. Quando si entra in Seminario si pensa che a cambiare e a modellare la propria personalità, affinché sia conforme alla vocazione del Signore, sia sufficiente un po’ di buona volontà, che ovviamente non può mai mancare, il tempo che trascorre, le esperienze e le sfide che si incontrano in questi anni di formazione. Pian piano che il tempo passa ci si accorge, però, che tutto questo non è sufficiente, ci si scontra ancora con i limiti del proprio carattere, i difetti della propria personalità, le incapacità che invece di esaurirsi, si accumulano nel cammino della propria vita.

Parole di uno scoraggiato? Non proprio… preferirei dire che sono parole di chi si rende conto che a plasmare la vita di un uomo non sono sufficienti gli sforzi propri e di chi aiuta a crescere, ma è sempre necessario affidarsi a quell’aiuto della grazia del Signore che riesce ad inserirsi come olio di guarigione nelle ferite della propria vita, riesce a colmare quei vuoti umanamente incolmabili, è capace di raddrizzare le storture dell’esistenza e persino di far rifiorire quei deserti che costruiamo con gli errori e i peccati.

Come mi dispongo allora al “grande passo”? Con una sola consapevolezza: sono tanti gli aspetti su cui avrei ancora bisogno di correzione, di lavoro, di perfezionamento, forse servirebbero trent’anni di seminario… ovviamente scherzo, sette anni sono più che sufficienti! Sufficienti non tanto a “formare” un prete, come fosse il prodotto di una catena di montaggio: entra la materia prima ed esce l’oggetto confezionato, inscatolato e pronto per la consegna. Sufficienti perché ci si renda conto di non essere pronti, di aver bisogno di una comunità con cui crescere insieme, una comunità con cui si cammina sulla strada del Vangelo seguendo l’unico Maestro. Il passaggio dall’essere seminarista all’essere prete mi piace pensarlo come il passaggio del testimone da un velocista all’altro: in questi anni è stata la comunità del Seminario che mi ha fatto crescere, come uomo e come cristiano, fra qualche mese sarà un’altra comunità che continuerà a formarmi, mi formerà come uomo, come cristiano e come pastore. Mi piacerebbe trovare persone capaci di fare domande e con cui, insieme, trovare risposte. Persone per le quali sono inviato come prete ma che allo stesso tempo sono cristiane come me e che quindi, come me, vivono entusiasmi, slanci e dubbi. Persone che sanno anche aiutarmi a migliorare e a cambiare perché sempre il cuore sia aperto a lasciarsi convertire dal Signore.

don Francesco Cortellini

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