La missione fa la Chiesa, la Chiesa fa missione

Maggio 1, 2008 at 8:21 pm | In Incontri, Magistero, Missione, Testimonianze | No Comments

La voce del Concilio per la Chiesa del Terzo Millennio

Riproponendo l’interessante esperienza dell’anno passato, gli Studi teologici riuniti dei Seminari di Crema, Cremona, Lodi e Vigevano hanno organizzato una giornata d’approfondimento dedicata ad un documento del Concilio Vaticano II.

Quest’anno è l’ampio respiro del Decreto Ad gentes, incentrato sull’attività missionaria della Chiesa, ad accompagnare la nostra riflessione: in un tempo così profondamente segnato dal relativismo etico, culturale e religioso, quando non addirittura dal disinteresse verso qualsivoglia trascendenza, la sempre attuale tematica del testo conciliare si mostra più ancora che in passato un’urgenza ineludibile per ogni singolo membro del popolo di Dio, per ognuno di noi.

L’incontro cui abbiamo preso parte è stato scandito dalle presentazioni di taglio storico (a cura di don Andrea Foglia) e teologico (proposta da don Mario Aldighieri) riguardo l’evoluzione dell’idea e della pratica di missione in seno alla Chiesa.

Nel pomeriggio ci sono state offerte tre testimonianze di sacerdoti che hanno operato quali “fidei dona” in Sud America: i cremonesi don Mario Aldighieri e don Ezio Bellini e il lodigiano don Franco Anelli. Coordinati da suor Azia Ciairano, vigevanese, anch’ella missionaria per anni in Africa, i relatori hanno mostrato tanto la passione e la bellezza quanto le difficoltà della vita di missione: un’esperienza costantemente foriera di novità e sorprese (nonché di ferite), capace d’aprire la mente e il cuore in modo tutto peculiare al mistero dell’uomo e di Dio, in una costante purificazione e maturazione della fede.

Coraggio e speranza: questi sono i frutti che riportiamo con noi a Cremona al termine dell’incontro. Da essi è nutrita la sfida che con impegno siamo chiamati tutti a raccogliere: se è la Volontà di Dio Padre per la missione del Figlio e dello Spirito Santo a fondare e santificare la Chiesa, allora ciascun cristiano, sacerdote, religioso, laico, realizza la propria personale vocazione attraverso la viva partecipazione all’attività missionaria della Chiesa stessa. La varietà di forme che quest’azione ha prodotto e produce nella storia (carità, preghiera, testimonianza, impegno sociale) non esclude nessuno dall’annunzio della Buona Novella “a tutte le genti“.

Simone Duchi

Alla riscoperta della nostra Verità

Aprile 11, 2008 at 9:54 am | In Magistero, Omelie, ministeri | No Comments

Alcuni stralci dell’omelia di S.E. Mons. Dante Lafranconi, vescovo di Cremona, in occasione del conferimento dei ministeri del Lettorato e dell’Accolitato presso la chiesa parrocchiale di Castelleone, lo scorso 24 febbraio.

Il cammino quaresimale vuole accostarci, farci entrare nella verità, riconoscendo Gesù per quello che è veramente, e nella verità di noi stessi, riconoscendo quello che siamo, bisognosi dell’amore di Dio. A pensarci bene questo stesso itinerario di verità, a cui ci provoca soprattutto il Vangelo di oggi terza domenica di quaresima, trova in un certo senso una risonanza stupenda nei ministeri che verranno conferiti: il ministero del lettorato e dell’accolitato. Il ministero del lettorato che cosa vuol dire? Vuol dire che viene messa in evidenza la grazia, il significato, il valore della Parola - di cui appunto si diventa ministri come lettori -, della Parola di Dio, dalla quale nasce a principio la nostra conversione.

Nella prima lettura (Es 17,3-7) abbiamo ascoltato questo episodio dell’Esodo, del popolo che camminando nel deserto è assetato, desidera, brama l’acqua e Dio gliela concede miracolosamente. Ma non dobbiamo dimenticare che i profeti diranno tante volte che Dio manderà sulla terra, nel cuore dell’uomo, non la sete dell’acqua, ma la sete della Parola, della Parola di Dio. È bello pensare che il ministero del lettorato dice questa sete della Parola di Dio e fa diventare la Parola di Dio un riferimento di conoscenza per noi, di approfondimento, di interiorizzazione; fa diventare la Parola di Dio un punto di riferimento in base al quale giudicare la nostra vita, le nostre scelte, i nostri stessi pensieri. Insieme al lettorato ci sarà anche il ministero dell’accolitato, conferito ad alcuni altri. E il ministero dell’accolitato a che cosa ci riporta? Ci riporta direttamente all’Eucaristia. Ma che cos’è l’Eucaristia nella vita della Chiesa, nella nostra vita? L’Eucaristia è il culto nella sua piena verità. Eh sì, perché l’Eucaristia rinnova il sacrificio del Signore Gesù crocifisso e risorto. E Gesù ci ha insegnato che il vero modo di onorare Dio è quello della nostra vita, è quello che offre con amore ogni situazione, ogni condizione della nostra vita.

La Lettera agli Ebrei, rimeditando il mistero di Gesù Cristo Salvatore dirà, mettendo sulla bocca di Gesù le parole dell’Antico Testamento: «Tu, o Padre, non hai voluto sacrifici come l’Antico Testamento era solito offrire, ma mi hai dato un corpo e io ti dico: vengo per fare la Tua volontà». E giustamente la Lettera agli Ebrei dice: in questa maniera vengono aboliti gli antichi sacrifici rituali per mettere in evidenza il sacrificio dell’amore, il sacrificio del cuore, il sacrificio della vita personale. Esattamente quello che Cristo ha fatto e quello che Cristo continuamente rinnova nell’Eucaristia. Essere accoliti allora, ritrovare come accoliti il proprio riferimento all’Eucaristia, significa recuperare la verità del culto come culto celebrato con la vita. L’ascolto della Parola di Dio in questa terza domenica di Quaresima e il conferimento di questi due ministeri - ci portano un unico messaggio e un’unica sollecitazione di conversione: ritrovare la verità di Gesù ritrovando la verità di noi stessi; e ritrovata questa verità possiamo anche scoprire la bellezza della Parola lasciandoci convertire da essa e possiamo celebrare il culto autentico offrendo la nostra vita, come intendiamo fare, anche scegliendo di diventare ministri dell’altare.

+Dante Lafranconi Vescovo di Cremona

Il discorso del Papa al Seminario Romano

Marzo 3, 2008 at 9:40 pm | In Magistero | No Comments
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Pubblichiamo, qui di seguito, alcuni passaggi del discorso pronunciato dal Papa Benedetto XVI al Seminario Romano Maggiore l’1 febbraio u.s. Contengono diverse ed importanti riflessioni rivolte, naturalmente ai seminaristi e alle loro famiglie
.…Cari seminaristi, proprio perché il dono di essere figli adottivi di Dio ha illuminato la vostra vita, avete sentito il desiderio di renderne partecipi anche gli altri. Siete qui per questo, per dare sviluppo alla vostra vocazione filiale e per prepararvi alla futura missione di apostoli di Cristo. Si tratta di un’unica crescita, che, permettendovi di assaporare la gioia della vita con Dio Padre, vi fa tanto maggiormente sentire l’urgenza di diventare messaggeri del Vangelo del suo Figlio Gesù. È lo Spirito Santo che vi rende attenti a questa realtà profonda e ve la fa amare. Tutto questo non può non suscitare una grande fiducia, perché il dono ricevuto è sorprendente, riempie di stupore e colma di intima gioia.
Cari genitori, probabilmente voi siete i più sorpresi di tutti per quanto è accaduto e sta accadendo nei vostri figli. Avevate forse immaginato per loro una missione diversa da quella per la quale si stanno ora preparando. Chissà quante volte vi trovate a riflettere su di loro: ripensate a quando erano bambini e poi ragazzi; alle volte in cui hanno mostrato i primi segni della vocazione; oppure, in qualche caso, al contrario, agli anni in cui la vita di vostro figlio appariva lontana dalla Chiesa. Che cosa è accaduto? Quali incontri hanno influito sulle loro scelte? Quali luci interiori ne hanno orientato il cammino? Come hanno potuto abbandonare prospettive di vita anche promettenti, per scegliere di entrare in Seminario? Guardiamo a Maria! Il Vangelo ci fa comprendere che anche Lei si è trovata a farsi tante domande sul suo Figlio Gesù e a meditare a lungo su di Lui (cfr Lc 2,19.51).
È inevitabile che la vocazione dei figli in qualche modo diventi vocazione anche dei genitori. Cercando di capirli e seguendoli nel loro percorso, anche voi, cari papà e care mamme, molto spesso vi siete trovati coinvolti in un cammino nel quale la vostra fede è andata rafforzandosi e rinnovandosi. Vi siete trovati partecipi dell’avventura meravigliosa dei vostri figli. Infatti, anche se può sembrare che la vita del sacerdote non attiri l’interesse della maggioranza della gente, in realtà si tratta dell’avventura più interessante e più necessaria per il mondo, l’avventura di mostrare e rendere presente la pienezza di vita a cui tutti aspirano. È un’avventura molto esigente; e non potrebbe essere diversamente, perché il sacerdote è chiamato ad imitare Gesù, “che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt 20,28)….
Cari seminaristi, percorrete il cammino del Seminario con l’animo aperto alla verità, alla trasparenza, al dialogo con chi vi guida e questo vi permetterà di rispondere in modo semplice e umile a Colui che vi chiama, liberandovi dal rischio di realizzare un vostro progetto personale. Voi, cari genitori ed amici, accompagnate i seminaristi con la preghiera e con il vostro costante supporto materiale e spirituale.
(Scarica l’intera omelia:bxvi_omelia_seminario_romano.pdf)
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