La famiglia come risorsa

Maggio 22, 2008 at 12:31 pm | In Incontri, Testimonianze, Vita di comunità | No Comments
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Esperienza, provocazioni,speranze di tre coppie, invitate in seminario da don Giuseppe Nevi

Si sono presentate in Seminario per parlare della pastorale familiare, e il clima si è fatto subito, appunto, familiare: tre coppie per raccontare tre esperienze diverse, e per far conoscere ai seminaristi le proposte a livello diocesano. Oggi troppo spesso si parla del problema-famiglia, mettendo in campo - a livello sociale e culturale - tutta una serie di allarmi e di emergenze che non favoriscono una logica di positività: è possibile ancora pensare alla famiglia come ad una risorsa? Le tre coppie che don Giuseppe Nevi, responsabilie dell’Ufficio di pastorale familiare della nostra diocesi, ha accompagnato in seminario dimostrano che si può ancora sperare nella famiglia come ricchezza.

La proposta della preghiera e della meditazione a livello di coppia non è poi così improponibile: due coniugi hanno raccontato le attività di “Famiglia - Buona Novella”, l’associazione che raccoglie un gruppo di coppie che condividono la lectio divina sulla Parola di Dio in versione “home”; ciascuna coppia, a casa propria, vive alcuni momenti di approfondimento e di preghiera su una pagina del Vangelo, da incarnare nelle pieghe più quotidiane della vita: casa, lavoro, figli, attività, divertimento… E poi, una volta al mese, la condivisione di ciò che la Parola ha suggerito alla vita di ciascuno. Un buon modo per dimostrare che è ancora possibile credere in un Vangelo vivo, non solo relegato al tempo ristretto della Messa domenicale.

A seguire, ha presentato la propria esperienza una giovane coppia impegnata nel percorso di Folgaria - distribuito in tre anni distinti - pensato per accompagnare le famiglie di recente costituzione in un cammino di fede e di vita cristiana. L’entusiasmo della condivisione dell’esperienza in alcuni week-end residenziali, ha testimoniato la necessità di non lasciare soli i neo-sposi: è proprio nei primi anni di matrimonio che si sente l’esigenza di stare insieme e di condividere i valori più significativi della vita.
In ultimo, la toccante testimonianza di una coppia di separati e risposati. La Chiesa conosce la difficoltà e le sofferenze di chi, da credente, ha alle spalle rapporti lacerati e ha cercato di riprendere il cammino in un nuovo rapporto coniugale: anche se a queste persone non è consentito accostarsi ai Sacramenti, tuttavia è stato interessante notare come il confronto con la Parola di Dio e l’accompagnamento di un prete possano favorire un cammino improntato alla dinamica dell’amore e della speranza.

E’ ancora possibile guardare alla famiglia come ad una risorsa, è ancora possibile che la famiglia sia concreta esperienza di vita cristiana: la nostra diocesi sta lavorando con proposte concrete, da conoscere e da incentivare.

don Matteo Pini

La missione fa la Chiesa, la Chiesa fa missione

Maggio 1, 2008 at 8:21 pm | In Incontri, Magistero, Missione, Testimonianze | No Comments

La voce del Concilio per la Chiesa del Terzo Millennio

Riproponendo l’interessante esperienza dell’anno passato, gli Studi teologici riuniti dei Seminari di Crema, Cremona, Lodi e Vigevano hanno organizzato una giornata d’approfondimento dedicata ad un documento del Concilio Vaticano II.

Quest’anno è l’ampio respiro del Decreto Ad gentes, incentrato sull’attività missionaria della Chiesa, ad accompagnare la nostra riflessione: in un tempo così profondamente segnato dal relativismo etico, culturale e religioso, quando non addirittura dal disinteresse verso qualsivoglia trascendenza, la sempre attuale tematica del testo conciliare si mostra più ancora che in passato un’urgenza ineludibile per ogni singolo membro del popolo di Dio, per ognuno di noi.

L’incontro cui abbiamo preso parte è stato scandito dalle presentazioni di taglio storico (a cura di don Andrea Foglia) e teologico (proposta da don Mario Aldighieri) riguardo l’evoluzione dell’idea e della pratica di missione in seno alla Chiesa.

Nel pomeriggio ci sono state offerte tre testimonianze di sacerdoti che hanno operato quali “fidei dona” in Sud America: i cremonesi don Mario Aldighieri e don Ezio Bellini e il lodigiano don Franco Anelli. Coordinati da suor Azia Ciairano, vigevanese, anch’ella missionaria per anni in Africa, i relatori hanno mostrato tanto la passione e la bellezza quanto le difficoltà della vita di missione: un’esperienza costantemente foriera di novità e sorprese (nonché di ferite), capace d’aprire la mente e il cuore in modo tutto peculiare al mistero dell’uomo e di Dio, in una costante purificazione e maturazione della fede.

Coraggio e speranza: questi sono i frutti che riportiamo con noi a Cremona al termine dell’incontro. Da essi è nutrita la sfida che con impegno siamo chiamati tutti a raccogliere: se è la Volontà di Dio Padre per la missione del Figlio e dello Spirito Santo a fondare e santificare la Chiesa, allora ciascun cristiano, sacerdote, religioso, laico, realizza la propria personale vocazione attraverso la viva partecipazione all’attività missionaria della Chiesa stessa. La varietà di forme che quest’azione ha prodotto e produce nella storia (carità, preghiera, testimonianza, impegno sociale) non esclude nessuno dall’annunzio della Buona Novella “a tutte le genti“.

Simone Duchi

Rinnovare la prassi dell’iniziazione cristiana

Marzo 3, 2008 at 9:23 pm | In Incontri | No Comments
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Da cinque anni a questa parte la nostra diocesi insieme ad altre della Chiesa italiana è impegnata nel rinnovamento della prassi dell’iniziazione cristiana. Essa coinvolge le famiglie che chiedono per i loro figli il sacramento del Battesimo e gli altri sacramenti dell’iniziazione: Eucaristia e Cresima.
Se in principio, nella nostra diocesi, questo rinnovamento era facoltativo, da tre anni a questa parte il Vescovo lo ha reso normativo per tutte le parrocchie e durante l’incontro con i preti cremonesi, svoltosi lo scorso novembre, ha ribadito questa scelta.
Per questo motivo la comunità del Seminario ha organizzato una serie di incontri con don Antonio Facchinetti, responsabile dell’ufficio diocesano di evangelizzazione e catechesi, ed alcuni operatori pastorali per capire meglio di che cosa si tratta e per l’acquisizione di tale metodo.
Nel primo incontro ci si è interrogati sulla nuova prassi catechistica pre-battesimale, mentre nei successivi, che si stanno svolgendo nei giovedì di questo mese, si sta affrontando il rinnovamento dell’iniziazione cristiana per la fase successiva, preparatoria ai sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima.
Nel primo incontro, don Antonio ci ha spiegato che la Chiesa attraverso questa nuova prassi relativa all’iniziazione cristiana, intende far risuonare il Vangelo nell’odierno contesto socio-culturale puntando sulla famiglia nella volontà di riplasmare la comunità cristiana attraverso la collaborazione di laici disposti a mettersi in gioco.
Per entrare nello specifico, nell’ottica del sacerdozio, sono state simulate attraverso degli sketches alcune situazioni di fronte alle quali un prete può venirsi a trovare sia nella richiesta del battesimo e sia per quanto riguarda i diversi modelli preparatori dei genitori al Battesimo del bambino e la sua celebrazione.
Nel secondo incontro abbiamo ricevuto la testimonianza di alcuni catechisti pre-battesimali; suor Ambrogina delle suore di Maria Bambina e due coppie di coniugi delle parrocchie di Bozzolo e di Piadena i quali ci hanno portato la loro esperienza.
Nella loro testimonianza è emerso sia l’entusiasmo per questo loro ministero, sia le fatica di riuscire a trasmettere, a genitori non sempre interessati, che cosa è e rappresenta il Battesimo, la dignità e la bellezza della vita coniugale nel matrimonio cristiano e la responsabilità dell’educazione cristiana dei figli soprattutto dando loro l’esempio.
Nonostante la novità di questa preparazione è stata accolta benevolmente dalle famiglie, risulta difficile spingerle ad ampliare le loro relazioni nella comunità e coinvolgerle nei vari ambiti della vita parrocchiale.
I prossimi incontri vedranno maggiormente coinvolti i seminaristi nell’approcciocon il mondo adulto, di fronte al quale occorre compiere un percorso di rinnovata attenzione.
Andrea Paroli

Iniziazione cristiana: facciamo il punto della situazione

Novembre 28, 2007 at 8:44 pm | In Incontri, Riflessioni | 1 Comment

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Da qualche anno la nostra diocesi sta sperimentando il percorso di Iniziazione cristiana catecumenale come alternativa alla classica metodologia catechistica.

Per fare un punto della situazione qualche settimana fa il Vescovo ha convocato in seminario tutti i presbiteri della diocesi i quali in un confronto costruttivo hanno discusso sulle modalità e le difficoltà di questo cammino.

Anche noi, lunedì 26 novembre, abbiamo voluto aprire un piccolo dibattito confrontandoci con due sacerdoti della nostra diocesi: don Giuseppe Nevi  e don Ottorino Baronio che da diverso tempo portano avanti nelle loro realtà parrocchiali questo tipo di esperienza.

La prima analisi della questione, ascoltando anche tutte le esperienze di noi seminaristi, ha messo in evidenza le difficoltà pastorali e pratiche che il cammino pone all’interno delle singole comunità.  Difficoltà che don Nevi ha deifinito di tipo “relazionale”:

Il percorso di iniziazione cristiana vuole che il prete  entri nell’incontro con le persone e si “butti” all’interno della loro storia. La difficoltà iniziale che si prova è quella dell’incapacità di esprimere la reciprocità. Come preti siamo abituati a vivere le relazioni dall’esterno, come un qualcosa che non ci tocca personalemente, che non comprende la totalità della nostra persona. Il percorso invece prevede che il prete si immerga nella vita della gente, viva e partecipi alle loro esperienze in modo assolutamente empatico.

Questo tipo di relazione esigente secondo il parere dei nostri due sacerdoti può essere e deve essere letto nell’episodio evangelico di Emmaus:

Nel racconto di Emmaus troviamo la narrazione di questo cammino. Gesù all’interno del brano evangelico si accosta ai due discepoli e si pone in ascolto. Questo è lo stesso atteggiamento previsto all’inizio del percorso: la volontà di calarsi nel vissuto delle persone. Si tratta di una modalità che vede il suo compimento dell’annuncio, ovvero nella fase di “riespressione” attraverso la quale i destinatari di questo percorso sono chiamati alla  testimonianza di quanto hanno vissuto.

Questo tipo di sperimentazione si rivela ogni giorno non semplice da effettuare, soprattutto se si considerano tutte le problematiche che interessano poi le singole parrocchie.

Tuttavia è una sfida che oggi ci viene richiesta, una sfida che deve essere accolta con entusiasmo e passione.

Un cammino sicuramente non facile, che deve trovare ancora una identità e una  fisionomia ben precise e al quale si attende una risposta da parte della gente ancora più forte. Un percorso impegnativo e serio che richiede molto non solo ai presbiteri ma anche ai laici presenti in tutte le nostre comunità.

La fede del prete

Novembre 20, 2007 at 9:36 pm | In Incontri, Riflessioni | No Comments

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Dio è il primo che si muove, Dio ama tutti e ha un debole nei confronti di quelli che appartengono alle categorie che io amo meno volentieri: quelli che soffrono e quelli che sbagliano

Con queste parole don Olivo Dragoni, Prete missionario della diocesi di Lodi, ieri sera ha introdotto l’incontro di formazione sulla “fede del prete”.

Parlare della fede del prete non è cosa semplice e soprattutto non si tratta di un argomento facile da teorizzare, don Olivo ha preferito partire dalla sua esperienza personale, dalla sua esperienza di prete e dalla sua fede.

Una fede che non è semplice da vivere e che neanche per il prete è qualcosa di automatico, una fede che è sempre in discussione, in equlibrio costante tra momenti di crisi e momenti di gioia. Una fede vissuta sempre alla luce del perdono e della misericordia di Dio, vicini ai più piccoli e agli umili. Una fede che si arricchisce nei rapporti umani, una fede che si scontra all’interno dei confessionali e nel dialogo con le persone di ogni giorno, quella fede che impara dalla fede degli altri!

spesso giungi ad un profondo stupore per i grandi eroismi nascosti che trovi in mezzo alla gente della tua parrocchia e questo lo scopri parlando con loro, ascoltando le loro sofferenze, le loro stanchezze e alla fin fine ti accorgi che la fede degli altri, questa fede nascosta nelle pieghe del quotidiano, ti sospinge in avanti … anche nei momenti di crisi!

Don Olivo inoltre ha fatto un bel richiamo alla necessità di una vita sobria e povera. Per un prete è importante vivere anche questa dimensione che non è un volersi privare di quello che il mondo offre ma di una grande esigenza spirituale:

nel clima di autosufficienza in cui spesso viviamo, dove tutto ci è dato e dove tutto è disponibile, la fede si indebolisce subito. La povertà allora ci è necessaria perchè ci aiuta a vivere quella dimensione spirituale di affidamento che nell’abbondanza non riusciremmo mai a vivere.

Insomma anche per il prete la fede non è qualcosa di scontato, ma una realtà che si costruisce giorno per giorno, che si vive e che prende sapore dall’incontro con il prossimo e da una sana consapevolezza della propria miseria e dei propri limiti umani nel totale affidamento a Dio.

Credenti in dialogo: per essere fedeli a Dio

Novembre 16, 2007 at 2:47 pm | In Incontri, News | No Comments

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Su invito degli amici del SAE segnaliamo un interessante laboratorio parrocchiale sull’ecumenismo e il dialogo tenuto dal Prof. Marco Dal Corso presso l’oratorio della parrocchia Beata Vergine di Caravaggio in Cremona nei giorni 24-25 novembre 2007.

Per chi fosse interessato è possibile scaricare il volantino: corsobvcaravaggio.pdf

Don Primo Mazzolari e il travaglio della coscienza

Novembre 16, 2007 at 2:24 pm | In Eventi, Incontri, Publicazioni, Riflessioni | No Comments

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Ieri pomeriggio al Centro Pastorale Diocesano si è tenuta la presentazione del libro “Mazzolari e il travaglio della coscienza” di don Bruno Bignami, vicerettore del Seminario di Cremona e docente di Teologia morale presso gli studi teologici riuniti.

La presentazione è stata tenuta dal Prof. Maurilio Guasco docente di Storia del pensiero politico contemporaneo nella Università del Piemonte orientale, e dal Prof. Cesare Pagazzi docente di Cristologia e Preside dello studentato teologico riunito, nonchè docente di teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.

Il Prof. Guasco ha precisato in modo molto puntuale e preciso la tematica dell’opera soffermandosi in modo particolare sulla grande figura di questo prete cremonese.

Si è parlato di un Mazzolari profeta del suo tempo, impegnato nella lotta per il primato e per la responsabilità della coscienza. Un uomo di grande cultura capace di leggere e interpretare i segni dei tempi.

Un prete che ha pagato in prima persona la sua “buona battaglia” ma che ha anticipato in modo significativo quanto emerso poi dal Concilio Vaticano II.

Don Bruno con la sua opera ha voluto presentarci il pensiero di don Primo dal punto di vista teologico trattando appunto della coscienza, tema a lui molto caro, come realtà in continua trasformazione alla luce del Vangelo.

Non esiste in Mazzolari una coscienza definitiva ma una coscienza in perenne travaglio, sempre in discussione e in perpetuo confronto con la Parola di Dio. Su questa breve linea introduttiva vi invitiamo a leggere l’opera e ad approfondire questo autore che ancora oggi ha da dirci molto e nel quale possiamo ritrovare utili linee di discussione per affrontare alcune problematiche della nostra società odierna.

La cultura come via per la pace

Novembre 9, 2007 at 5:22 pm | In Incontri, News, Riflessioni | No Comments

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Nel pomeriggio di ieri, 8 novembre 2007, si è tenuto in seminario un incontro dal tema: “la dimensione culturale nella formazione permanente dei presbiteri”.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di ascoltare Don Ennio Asinari, parroco di Sabbioneta (MN) che ci ha esposto in modo molto brillante e profondo il suo amore per la cultura, la sua esperienza di prete e la sua passione per lo studio.

I preti di oggi – diceva don Ennio – sono immersi totalmente nella pastorale ma devono essere in grado di “staccare la spina” e saper dedicare un po’ del loro tempo allo studio e all’approfondimento.

Non si tratta di tempo perso o tempo sottratto alla parrocchia, ma di tempo guadagnato.

Studiare e mantenersi aggiornati è essenziale per saper nutrire il gregge che ci è stato affidato.

Spesso si esce dal seminario con la convinzione che quello che si è studiato è sufficiente per consentirci di condurre una buona pastorale, ma si tratta di una amara illusione perchè ciò che abbiamo “immagazzinato” nella nostra testa presto giungerà ad esaurimento.

Come sacerdoti abbiamo il dovere di alimentare continuamente la nostra cultura per saper offrire alla nostra gente le “cose di sempre” ma in modo sempre nuovo: <<non nova sed noviter>> .

La nostra formazione culturale non si esaurisce nel leggere un libro di tanto in tanto - prosegue don Ennio - e nemmeno ascoltando qualche conferenza, è necessario saper prendersi la giusta dose di tempo per se stessi.

In questo modo si diventa più creativi e più propositivi, si purifica e si rafforza la fede e se ne trae beneficio anche per la psiche.

Don Ennio inoltre ci ha ricordato attraverso le parole di Vespasiano Gonzaga che è compito del buon pastore avere sollecitudine per il suo gregge e perchè i “soldati” non si disperdano per altre vie è necessario incanalarli nella cultura come un vero esercizio di pace.

La cultura è la via della pace, solo attraverso di essa si possono aprire gli orizzonti per una sana e corretta comprensione del mondo che ci sta dinnanzi.

Don Ennio ha poi trattato tanti altri aspetti e si è soffermato su molti spunti, ma concludendo ha affidato tutti i seminaristi e i presbiteri della nostra diocesi a Maria Regina della Pace, Patrona del nostro Seminario Vescovile augurandosi e auspicandosi di averci trasmesso qualcosa di buono e utile per il nostro cammino.

Rigenerati per una speranza viva: una riflessione sul Convegno di Verona

Ottobre 25, 2007 at 10:12 am | In Incontri, Riflessioni | No Comments

logoveronaweb.jpgIeri sera si è tenuto in seminario un incontro, guidato da Don Bruno Bignami vicerettore del seminario e vicario di una parrocchia della città, con l’obiettivo di fare un’ ulteriore riflessione sulle conclusioni del Convegno Ecclesiale di Verona.

Concentrandosi sul documento CEI “Rigenerati per una speranza viva, testimoni del grande si di Dio all’uomo” don Bruno ha delineato le novità apportate dal congresso e le spinte necessarie per affrontare la nuova realtà ecclesiale che si presenta oggi ai nostri occhi di futuri presbiteri.

Una delle scelte di fondo che la chiesa deve operare nella situazione odierna - dice don Bruno - è la necessità di collocare la riflessione della chiesa stessa nel vissuto dell’uomo. Una scelta coraggiosa emersa dal convegno che abbandona lo schema classico di una chiesa al centro e che posiziona al vertice l’uomo: una vera e propria scelta antropologica.

Tale visione ha portato l’incontro ad una intensa discussione in merito al ruolo del laicato nella chiesa. Un ruolo che non vuole essere più subordinato ad una semplice collaborazione ma che punta ad una corresponsabilità nella pastorale.

Da quì - sottolinea sempre don Bruno - la necessità di un laicato che riscopra la propria vocazione, la quale non si esplicita solamente all’interno dell’attività pastorale della parrocchia ma anche nell’ordinarietà della vita quotidiana e nel ruolo che si ricopre all’interno del mondo del lavoro, della scuola e della politica.

Si è parlato dell’esigenza impellente di una cura delle relazioni come prospettiva di evangelizzazione e formazione del mondo adulto, che è poi la scelta attuata da tempo nella nostra diocesi attraverso il cammino di Iniziazione cristiana catecumenale.

Infine un richiamo particolare è stato fatto a noi seminaristi: quello di non concentrarsi esclusivamente all’interno dell’attività pastorale sui giovani e i bambini, ma di dare importanza e rilievo anche e soprattutto al mondo degli adulti.

Il disagio adolescenziale

Ottobre 19, 2007 at 12:05 pm | In Incontri, Riflessioni | No Comments

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Ieri sera si è tenuto in seminario il nostro terzo incontro sul tema disagio del mondo adolescenziale .

Per avere qualche linea di comprensione abbiamo invitato la Dott.ssa Giuliana Alquati, psicologa che collabora con diversi progetti sul mondo giovanile a livello territoriale e diocesano.

La serata è iniziata con una doverosa precisazione del termine: disagio psichico.

Continue reading Il disagio adolescenziale…

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