Il Seminario in Vacanza

Agosto 11, 2008 at 2:34 pm | In Cultura, Esperienze, Vita di comunità | No Comments
Tags: ,

Dopo lunghissimi giorni silenzio il nostro blog ritorna a parlare; il tempo delle vacanze è stato un periodo di riposo per tutti e di conseguenza è cessata ogni attività anche in questo piccolo spazio. Ma ora, a distanza di poco più di un mese dalla ripresa del nuovo anno, eccoci online!

Siamo da pochi giorni tornati da una settimana passata in Piemonte sui passi di S. Giovanni Bosco, una figura molto importante nel panorama agiografico, molto nota a tutti e soprattutto molto amata da generazioni di preti e seminaristi.

Grazie a lui le nostre zone possono vantare la bellissima esperienza degli oratori ed ecco quindi il motivo di questo viaggio culturale.

Abbiamo fatto visita ai luoghi della sua infanzia e della sua vita di prete diocesano e grazie alla calorosa accoglienza dei “salesiani” siamo stati poi introdotti in quello che è il metodo da lui inaugurato: il metodo preventivo.

Ma non si è trattata solamente di una settimana fatta di visite guidate e curiosità, in questi giorni insieme ai nostri superiori abbiamo discusso a lungo sul futuro documento degli oratori che un’ apposita commissione di preti della nostra diocesi sta in questi mesi elaborando.

Tutto questo perché ci si è oramai resi conto che i tempi sono cambiati e all’interno delle nostre comunità si presentano problematiche e varianti qualche decina di anni fà impensabili e imprevedibili. La pastorale dev’essere quindi ripensata e anche il sistema educativo degli oratori necessita di adeguate riflessioni.

Cosa possiamo dirvi?

Ovviamente ci è difficile raccontare in un articolo tutto quello che abbiamo visto e sperimentato. Oggi abbiamo fatto un piccolo strappo al silenzio ma … le vacanze non sono finite!

Pertanto vi lasciamo un saluto e ci rimandiamo al prossimo appuntamento: l’inizio del nuovo anno di seminario … con tutte le sorprese che ci saranno.

Portate pazienza: torniamo! Nel frattempo auguriamo a tutti buone vacanze.

Saluto a Mons.Galli

Giugno 4, 2008 at 5:24 pm | In Senza Categoria | No Comments

La comunità del Seminario ha salutato ieri mattina, per l’ultima volta Mons. Maurizio Galli, Vescovo emerito di Fidenza ed ex-rettore del Seminario Vescovile di Cremona.

La celebrazione delle esequie si è svolta in Cattedrale, presieduta dal Vescovo Dante, dal Vescovo di Fidenza Mons.Carlo Mazza e da diversi vescovi delle diocesi lombarde.

Tutta la nostra comunità ha partecipato alla celebrazione insieme alle centinaia di preti delle due diocesi che lo hanno conosciuto e stimato prima come rettore e poi come Pastore della diocesi di Fidenza.

Tutti noi lo ricordiamo nella preghiera con la certa speranza che il Vescovo Maurizio ora potrà godere e contemplare la gioia del Paradiso nell’attesa del giorno glorioso della risurrezione.

Una luce nella notte

Maggio 22, 2008 at 12:54 pm | In Esperienze, Eventi, Iniziative, Riflessioni, Testimonianze, Vita di comunità | No Comments
Tags: , , , , , , , ,

Tre prospettive sulla serata culminante della Missione Giovani, che si è tenuta a Cremona lo scorso 2 maggio 2008.

La Missione Giovani vista dalla strada

Insieme a Francesca ho avuto l’opportunità di andare in piazza Stradivari, dalle 11 all’1 di notte, a contattare i giovani che entravano ed uscivano dai locali.
Non abbiamo fatto grandi discorsi: semplicemente, avvicinati gruppetti di due o tre giovani alla volta, dicevamo loro della nostra missione, della possibilità di fare un salto in cattedrale per pregare con l’aiuto di alcuni giovani e, soprattutto, della cosa in cui profondamente crediamo e che volevamo comunicare a tutti: Dio esiste, ci ama profondamente e può farci molto bene, se solo gli lasciamo uno spiraglio. L’abbiamo fatto senza nessuna presunzione di essere noi a convertire qualcuno, ma con la determinazione (accompagnata da qualche timore) che veniva dalla preghiera fatta in precedenza e dalla consapevolezza che Francesco (seminarista anche lui), in chiesa stava intercedendo per il buon esito della nostra opera. (Quasi) tutti ci hanno ascoltato cortesemente, qualcuno si è confidato, molti ci hanno ringraziato, la maggioranza era piacevolmente sorpresa per l’iniziativa. Di più non saprei dire, se non che espormi in questo modo mi ha certamente fatto bene. Al resto penserà il mio “mandante”.

Davide

Una luce nella notte … dal fondo di una Cattedrale

Dalla prospettiva del ministero dell’accoglienza, cioè da quel ruolo rivestito nella serata da alcuni giovani impegnati ad accogliere sul fondo della chiesa altri coetanei giunti alla particolare adorazione o per l’invito dei missionari o attratti dalle luci della cattedrale aperta in orario insolito, una luce nella notte è apparsa come una occasione di incontro, dialogo e testimonianza semplice e spontanea nei confronti di quelle persone, giovani in particolare, che hanno un po’ perso di vista la presenza viva e reale di Gesù nella loro vita. A loro, ma accompagnandoli anche a noi, è stata offerta la possibilità di un incontro diretto, di una preghiera reale e spontanea con Colui che vuole tornare ad essere il perno della loro vita.
Esperienza bella e incoraggiante, è stata l’occasione di vedere come la potenza dello Spirito di Gesù non si esaurisce mai, che il senso della Sua presenza spesso è sopito, ma non cancellato nella vita di ogni persona. L’odierna paura di essere realmente se stessi ha lasciato il posto, almeno per una sera, all’incontro con il Risorto.

Stefano

La preghiera di intercessione, il motore nascosto della missione

Pregare per la missione. Ecco cosa ho fatto durante le ore nelle quali altri erano impegnati nel contattare i giovani presenti in centro città e nell’accompagnarli nel loro incontro con il Signore.
Pregare è fare tutto e fare niente. E’ stare alla presenza del Signore e lasciarsi stupire da lui che rimane, attende, chiama, non respinge nessuno. E’ portare la propria storia, la propria persona, il cammino combattuto che ti ha fatto accogliere la sfida di partecipare alla missine giovani. E’ portare la missione dei tuoi compagni che per le strade o all’ingresso dalla chiesa incontrano e dialogano con i giovani. E’ portare i preti chiamati a dare un volto alla Misericordia di Dio nel dialogo spirituale o nel sacramento della Confessione. E’ portare i giovani destinatari della missione: chi accoglie, chi rifiuta, chi si interroga…
“Come la cerva anela ai corsi delle acque…” tutti abbiamo sete di Dio, anche chi non lo riconosce. Pregare è riconoscersi assetati e portare la sete di tutti davanti a Dio: il solo che conosce i segreti del cuore e sa muoverlo verso l’incontro con lui.

Pierluigi Fontana

Tota Pulchra es, Maria

Maggio 22, 2008 at 12:40 pm | In Mese Mariano, Vita di comunità | No Comments
Tags: , , ,

Riflessioni in marginead una incantevole antifona

Nell’ampio panorama di canti devozionali in onore della Beata Vergine Maria trovano una collocazione del tutto particolare le antifone mariane. Collocazione privilegiata in quanto la liturgia stessa le pone in alcuni momenti particolari dell’anno liturgico come canti propri del tempo liturgico o della festa mariana. Tra queste il canto del “Tota Pulchra” assume un rilievo del tutto particolare. L’antifona, composta probabilmente nella cittadina francese di Grenoble attorno al 1402, propone Maria come la tutta bella, cioè l’immacolata. È importante però notare che il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria è stato definito come verità di fede solo nel 1854, ma già quattrocentocinquant’ anni prima i fedeli riconoscevano in Maria uno stato particolare di grazia che la rendeva dimora degna per accogliere il Figlio di Dio.

L’antifona ci chiede di rivolgere il nostro sguardo a Maria Santissima, contemplandola nel dono-privilegio di essere stata concepita, unica fra le donne, piena di grazia e senza quel peccato originale che Adamo ed Eva hanno trasmesso a tutti i loro discendenti. Quella bellezza e quella grazia che Eva ci tolse in Maria ci è stata ridonata. Quella colpa originale che ha rovinato la relazione dei primogenitori con il Creatore, per grazia, non ha trovato posto in Maria. Ma questa relazione infranta con Dio è causa di cambiamento anche delle altre relazioni: dell’uomo con se stesso, con gli altri, con il mondo delle cose create. Il cuore dell’uomo si è contaminato: non è più aperto a Dio e alla sua grazia, ma chiuso nel proprio egoismo e pronto al male. Maria, mantenendo il suo cuore in quella relazione autentica e filiale con il Signore, ci permette di guardare a lei come gloria di Gerusalemme, come onore del nostro popolo e avvocata di noi peccatori, presso il suo Figlio. Questi titoli che l’antifona attribuisce a Maria sono espressione di una fiducia e di una confidenza di figli verso la Madre. In Lei abbiamo un esempio di umiltà, di ascolto e di fedeltà. A lei dobbiamo guardare come alla donna perfetta: perfetta nella grazia e nella santità, perfetta nell’umanità. Ci è chiesto soprattutto di pregarla affinché lei preghi per noi il Cristo suo Figlio.

Gabriele Mainardi

La famiglia come risorsa

Maggio 22, 2008 at 12:31 pm | In Incontri, Testimonianze, Vita di comunità | No Comments
Tags: , , , , ,

Esperienza, provocazioni,speranze di tre coppie, invitate in seminario da don Giuseppe Nevi

Si sono presentate in Seminario per parlare della pastorale familiare, e il clima si è fatto subito, appunto, familiare: tre coppie per raccontare tre esperienze diverse, e per far conoscere ai seminaristi le proposte a livello diocesano. Oggi troppo spesso si parla del problema-famiglia, mettendo in campo - a livello sociale e culturale - tutta una serie di allarmi e di emergenze che non favoriscono una logica di positività: è possibile ancora pensare alla famiglia come ad una risorsa? Le tre coppie che don Giuseppe Nevi, responsabilie dell’Ufficio di pastorale familiare della nostra diocesi, ha accompagnato in seminario dimostrano che si può ancora sperare nella famiglia come ricchezza.

La proposta della preghiera e della meditazione a livello di coppia non è poi così improponibile: due coniugi hanno raccontato le attività di “Famiglia - Buona Novella”, l’associazione che raccoglie un gruppo di coppie che condividono la lectio divina sulla Parola di Dio in versione “home”; ciascuna coppia, a casa propria, vive alcuni momenti di approfondimento e di preghiera su una pagina del Vangelo, da incarnare nelle pieghe più quotidiane della vita: casa, lavoro, figli, attività, divertimento… E poi, una volta al mese, la condivisione di ciò che la Parola ha suggerito alla vita di ciascuno. Un buon modo per dimostrare che è ancora possibile credere in un Vangelo vivo, non solo relegato al tempo ristretto della Messa domenicale.

A seguire, ha presentato la propria esperienza una giovane coppia impegnata nel percorso di Folgaria - distribuito in tre anni distinti - pensato per accompagnare le famiglie di recente costituzione in un cammino di fede e di vita cristiana. L’entusiasmo della condivisione dell’esperienza in alcuni week-end residenziali, ha testimoniato la necessità di non lasciare soli i neo-sposi: è proprio nei primi anni di matrimonio che si sente l’esigenza di stare insieme e di condividere i valori più significativi della vita.
In ultimo, la toccante testimonianza di una coppia di separati e risposati. La Chiesa conosce la difficoltà e le sofferenze di chi, da credente, ha alle spalle rapporti lacerati e ha cercato di riprendere il cammino in un nuovo rapporto coniugale: anche se a queste persone non è consentito accostarsi ai Sacramenti, tuttavia è stato interessante notare come il confronto con la Parola di Dio e l’accompagnamento di un prete possano favorire un cammino improntato alla dinamica dell’amore e della speranza.

E’ ancora possibile guardare alla famiglia come ad una risorsa, è ancora possibile che la famiglia sia concreta esperienza di vita cristiana: la nostra diocesi sta lavorando con proposte concrete, da conoscere e da incentivare.

don Matteo Pini

Un sostegno dietro le quinte

Maggio 22, 2008 at 12:25 pm | In Eventi, News, Rosario Perpetuo, Vita di comunità, Vocazioni | No Comments
Tags: , , , , ,

Si è tenuto il 25° raduno delle Rosarianti e dei Fortes in fide

Anche quest’anno si sono aperte le porte del seminario per accogliere le aderenti al Rosario Perpetuo e i Fortes in Fide. Nel pomeriggio di venerdì 25 aprile i seminaristi, unitamente ai loro superiori, hanno voluto esprimere il loro grazie a tutti coloro che sostengono le vocazioni sacerdotali con la preghiera. E’ stato un pomeriggio di festa iniziato con la recita del Rosario e la S. Messa presieduta dal Vescovo.

Nell’omelia, richiamando la prima lettura (1 Pt 5, 5-14), ha sottolineato come venga delineata la figura del discepolo. Questi è colui che riceve il dono di conoscere Gesù il quale merita di essere accolto e seguito. Da qui la provocazione sulla significatività che l’incontro col Signore rappresenta per la nostra vita. Questo incontro è davvero una grazia eccezionale? Il ministero del prete ha come scopo quello di aiutare ogni credente a concretizzare il cammino delineato dalle parole di Pietro. Riprendendo il Vangelo (Mc16, 15-20) invece, il vescovo ha messo in evidenza l’accoglienza della Parola di Dio annunciata con umiltà dagli Apostoli. Un’accoglienza che non teme nemmeno la persecuzione. Con la Parola di Dio, davvero inizia una vita nuova. A questo punto, il vescovo ha richiamato la missione giovani cittadina che sarebbe iniziata il giorno seguente, invitando tutti i presenti ala preghiera affinché la Parola potesse trovare buona accoglienza tra i giovani e portasse frutti di conversione.

Al termine della Messa non sono mancati i tradizionali appuntamenti della pesca missionaria , della vendita dei fiori e del rinfresco. Ma la novità di quest’anno è stata il ritorno dello spettacolo preparato da un gruppo di seminaristi e da alcuni ragazzi del liceo M. G. Vida. Mettendo in scena la vita di S. Francesco si è offerta la possibilità di preparare qualcosa di significativo sforzandosi di collaborare, di mantenere fede all’impegno preso e di fare nuove conoscenze tra i seminaristi ed i ragazzi che frequentano il liceo del seminario. Con questo breve resoconto il grazie del seminario vuole raggiungere anche tutti coloro che non hanno potuto partecipare alla festa del 25 aprile. Ognuno sappia di essere ricordato nella preghiera di ringraziamento che la comunità del seminario esprime durante il suo cammino di preparazione al sacerdozio.

Pierluigi Fontana

Perfetta letizia: intervista a due protagonisti del musical

Maggio 22, 2008 at 12:18 pm | In Eventi, Spettacoli, Vita di comunità, liceo vida | No Comments
Tags: , , , , , , ,

Nome e Cognome: Alessia Filippucci
Professione
: Studentessa del liceo “Vida”
Personaggio interpretato
: Provvidenza e Angelo

Come definiresti l’esperienza di mettere in scena un musical su S. Francesco? Cosa ti ha insegnato?

Mi ha insegnato a mettermi in gioco in una situazione che non è per nulla nel mio stile.

Quali sono state le difficoltà principali?

La cosa più difficile che ho sperimentato in questa esperienza è stato trovare il modo di conciliare gli impegni di tutti per trovarsi insieme. Poi un’altra difficoltà l’abbiamo incontrata nella realizzazione pratica dello spettacolo poiché la maggior parte di noi non aveva mai partecipato ad una attività teatrale.

Quali sono state le soddisfazioni maggiori?

Ciò che mi ha dato maggiore soddisfazione è stato, nonostante le molte difficoltà organizzative, il risultato finale con un inaspettato successo. A questo ha contribuito il fatto che durante le prove come anche durante lo spettacolo ci siamo divertiti.

Come ti pare sia stata la collaborazione tra seminaristi e studenti del liceo “Vida”?

Eccezionale! Vivendo insieme questa esperienza ho instaurato con loro un’amicizia vera che, partita con la condivisione di quello che stavamo realizzando e dall’impegno richiesto ad ognuno, ci siamo sforzati affinché tutto venisse al meglio sostenendo e aiutando chi era in difficoltà.

In tutta sincerità, ripeteresti l’esperienza?

La rifarei assolutamente perché mi sono divertita e spero di poter partecipare al prossimo musical anche se l’anno prossimo non sarò più al liceo.

Nome e Cognome: Michele Rocchetti
Professione: Seminarista
Personaggio interpretato
: Frate

Come definiresti l’esperienza di mettere in scena un musical su S. Francesco? Cosa ti ha insegnato?

È stata sicuramente un’esperienza bella anche se impegnativa…

Quali sono state le difficoltà principali?

La cosa più difficile è stata riuscire a conciliare gli impegni scolastici ed extrascolastici tanto dei seminaristi quanto degli studenti del liceo per potersi trovare tutti insieme a provare. Anche riuscire a mettere da parte la vergogna e salire sul palco per ballare di fronte a tante persone non è stato semplice.

Quali sono state le soddisfazioni maggiori?

Penso che il migliore risultato che abbiamo ottenuto da questa esperienza è stato il rapporto di amicizia che si è instaurato tra noi e gli studenti del liceo, coi quali siamo riusciti a collaborare serenamente e “in perfetta letizia”.

Come ti pare sia stata la collaborazione tra seminaristi e studenti del liceo Vida?

Potremmo definirla un inaspettato successo. Inizialmente ero preoccupato per la possibile reazione negativa che avrebbero potuto avere gli studenti chiedendo loro di fermarsi a scuola, oltre l’orario scolastico. Fortunatamente questa mia paura si è dimostrata infondata. Già dopo qualche prova, infatti, sono rimasto molto colpito dall’entusiasmo e dall’impegno che tutti i ragazzi hanno dimostrato.

In tutta sincerità, ripeteresti l’esperienza?

Si, quando si inizia un nuovo spettacolo?

Ministri ordinati per tutto il mondo

Maggio 22, 2008 at 12:05 pm | In Convegni, Cultura, Eventi, Missione | No Comments
Tags: , , ,

Il 52° Convegno missionario nazionale dei seminaristi

Sabato 5 aprile si è concluso a Seveso il 52° Convegno Missionario Nazionale dei Seminaristi.
200 i giovani partecipanti, tra i 25 e i 30 anni, provenienti da circa 50 seminari d’Italia. Tra loro anche due seminaristi della diocesi di Cremona.

Quattro intense giornate all’insegna della fraternità e dello spirito missionario scandite da testimonianze, conferenze, lavori di gruppo e momenti di preghiera.
Tra i testimoni e relatori fratel Arturo Paoli, 96 anni di sacerdote, medaglia d’oro della Resistenza, riconosciuto come giusto dal popolo Ebreo e seguace di Charles de Foucauld. Oltre a lui p.Ciro Biondi, segretario Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, mons. Peppino Maffi,, Rettore maggiore del Seminario di Milano, già responsabile dell’Ufficio Missionario della diocesi ambrosiana e don Angelo Zardoni, prete Fidei donum milanese. Testimone d’eccezione Nando Bonini, ex chitarrista di Vasco Rossi. Protagonista di una splendida serata musicale ci ha presentato il suo difficile cammino di conversione.
Parole, volti concreti, preghiera e amicizia. Un mix di umanità intrisa di Vangelo. Un concentrato di fede vissuta. Provata. Ricercata. Amata.

Tanti uomini, diversi i carismi. Tutti a dire l’importanza dell’evangelizzazione. Dal cammino di ricerca personale al misterioso itinerario che il Signore disegna per ciascuno affidando a tutti il compito di portare la Parola di salvezza a chi ancora non crede.
Da sempre il Convegno si prefigge di essere occasione propizia per incrementare lo slancio missionario dei futuri presbiteri a servizio del popolo di Dio nel mondo. Anche quest’anno mi pare abbia centrato il bersaglio.

« La missionarietà - ci ha detto il card. Tettamanzi, - è questione di amore» Essa è stampata in noi, come vero DNA cristiano, e ciò grazie all’incontro personale con Gesù nei sacramenti, in particolare in quello dell’ordine. La voce della Chiesa è l’eco viva della voce di Cristoe la voce di Cristo dice quale è l’intima fisionomia del discepolo, definendolo in chiave missionaria».

Michele Martinelli

Mons.Luigi Pollastri

Maggio 22, 2008 at 11:59 am | In Non dimentichiamoli | No Comments
Tags: , , ,

Con il passar degli anni, la lista dei ricordi si allunga e i contorni di fatti e di persone si stemperano. Ma don Luigi lo ricordo ancora bene nella sua veste bianca alla Colonia sull’Oglio, a Bordolano, nei pressi di S. Maria della Neve…Quando se ne parlava, ne sorrideva compiaciuto.
Negli anni cinquanta, e precisamente dal 1953, don Luigi era diventato parroco di quella piccola comunità.
Vi era arrivato da Soresina, dove aveva vissuto il suo primo entusiasta ministero negli anni difficili della guerra, dal 1943. In quell’anno era stato ordinato sacerdote, non ancora ventitreenne, e aveva celebrato la prima Messa nella sua indimenticata parrocchia di S. Ilario.
A Soresina aveva incominciato a farsi ben volere da tutti con il suo tratto gentile, sorridente e premuroso. Ai suoi giovani, dispersi in tanti campi di guerra, scriveva con sollecitudine, coltivando un rapporto che mantenne sempre negli anni fino all’ultimo: in ogni circostanza felice o tragica, o per le feste, arrivava immancabile un suo scritto dalla inconfondibile grafia, o una sua telefonata.
Ma furono soprattutto quegli anni di Bordolano a segnarlo come prete: la semplicità di quella vita, la genuinità di quei rapporti gli rimasero sempre nel cuore, a lui, al fratello Achille e alla buona Martina che con lui li condivisero. Quando se ne parlava gli si illuminavano sempre gli occhi.
E lì volle tornare, in quel cimitero, vicino al fratello che l’aveva preceduto, e vicino ai tanti che aveva conosciuto e amato.
Da Bordolano, nel 1974, era poi passato parroco a Pandino, anche questa una felice esperienza, interrotta bruscamente per quella chiamata in Curia, nel 1980, alla direzione dell’Ufficio amministrativo della diocesi. Un incarico di responsabilità che don Luigi, diventato poi canonico della Cattedrale, seppe vivere con piena disponibilità e generosità, ma sempre con il rimpianto nel cuore per quella vita pastorale tra la gente che gli mancava come mai.
Fu anche, fin dagli inizi, presidente di Teleradio Cremona Cittanova, la società di riferimento della radio e del Centro televisivo della diocesi. Lo fu, con la premura cordiale e affettuosa di sempre.
Ormai sulla soglia degli 80 anni, dovette interrompere il rapporto con la sua chiesa per spostarsi, con i familiari, a Cazzago S. Martino, nel bresciano. Un passo che sentì necessario e si rivelò provvidenziale per lui e per i suoi, per l’assistenza premurosa di cui godette da parte della nipote, ma che, per la lontananza dalla sua diocesi, considerava la sua croce quotidiana da portare.
Ma seppe vivere e bene, fino in fondo, col sorriso, la sua missione di prete, come ci dicevamo spesso: lui, come Mosè sul monte, in preghiera, a sostenere noi , poveri Giosuè, impegnati a darci da fare, in pianura.
Anche ora sappiamo e confidiamo di potere sempre contare su Lui.
E ancora lui ci gratificherà tutti del suo sorridente ricordo.

don Attilio Cibolini

Mons. Luigi Affini

Maggio 22, 2008 at 11:55 am | In Non dimentichiamoli | No Comments
Tags: , , ,

Dopo otto anni a S. Imerio, il mio parroco don Antonio Concesa mi fece questa proposta:

“Non ti piacerebbe cambiare? E’ libero S. Giacomo di Soncino, è la mia parrocchia, ti troverai senz’altro bene. Parlo io con il vescovo Fiorino e ti presento io a Mons. Affini”.

Andammo insieme a Soncino e conobbi l’Arciprete con quella sua giovialità e accoglienza che mi fece ben pensare… anche se più tardi, in uno dei non rari confronti mi buttò in faccia: “Ma se eri così bravo, perché non ti ha tenuto lui, don Antonio?”. Mons. Voltini, suo coetaneo e amico, me lo aveva descritto come uomo ricco di umanità. Sta di fatto che non fu facile capirlo subito, per quel suo carattere che io definivo “mantovano”: con estrema immediatezza diceva subito quel che pensava e smascherava ogni situazione qualora ci fossero delle ombre. Già dalla prima volta che andò in ferie e lasciava ai vicari la parrocchia scrisse le sue disposizioni che terminavano così: “sede vacante, nihil innovetur” e si firmava soltanto con l’iniziale “A”.

Non c’erano giri di parole e tantomeno espressioni diplomatiche nel suo linguaggio. “Sì, sì o No, no” e se si tentavano proposte che non voleva sentire diceva: “Quando sarai parroco tu farai quello che vorrai”.
E ho dovuto riconoscerlo più volte nella mia esperienza successiva: qui ci vorrebbe il carattere di Monsignore per smascherare la dialettica artificiosa e arrivare al dunque. La sua schiettezza poteva incrinare i rapporti ma aveva anche l’umiltà di riconoscere i propri sbagli e non era capace di serbare rancori, anzi non sopportava che malintesi o diffidenze restassero in sospeso. Con lui non c’era differenza tra persone, né per censo, né per idee, né per meriti o altro. C’era rispetto ma sempre con la libertà di dire: “Pane al pane, vino al vino”. Era il primo a riannodare un dialogo che magari era stato interrotto. Se ti tagliava la testa te la riattaccava subito, non aveva problemi a chiedere scusa, purché il rapporto venisse subito riannodato. Questo avveniva con tutti i parrocchiani ai quali porgeva per primo il saluto, magari con qualche battutina pungente sì, ma non astiosa .
La sua casa era sempre accogliente soprattutto per i sacerdoti della zona. Non era per lui accettabile quella frase:

“Benedici Signore coloro che non mi fanno perdere tempo”.

Proprio per la sua disponibilità all’accoglienza si definiva un prete “residenziale”, mentre vedeva che i suoi vicari erano spesso “irreperibili”.
Come pastore ricordava Mons. Bolognini che fu definito da don Bellò nell’epigrafe:”Vir prudentiae cautus”.

In una Soncino, ricca di storia e di tradizioni, non ha mai dimenticato di valorizzare il patrimonio di religiosità e di santità di questa terra. Ai suoi vicari non ha certo lasciato briglia sciolta proprio perché valorizzava la continuità e diceva: “Per la gente non si deve continuare a cambiare, perché si disorientano”. Egli accettava i consigli dei suoi collaboratori e quando un’iniziativa funzionava insisteva perché si ripetesse.

Ha sempre voluto che tutti i vicari fossero presenti in chiesa durante le funzioni, non solo per la disponibilità alle confessioni ma perché trovassero il tempo per la loro preghiera.
In questo nostro tempo in cui sembra sparito il valore del “ricordare” mi auguro che nella sua Soncino ci siano persone che vogliano tracciare un profilo della sua persona e del suo operare con maggiore adeguatezza perché in 35 anni a lui è toccato di traghettare la Parrocchia in quell’evoluzione avvenuta nella chiesa da papa Giovanni in poi.

don Gianfranco Castelli

Pagina Successiva »

Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.