Arricchenti, coinvolgenti, allegri
Maggio 1, 2008 at 8:30 pm | In Interviste, Testimonianze, Vocazioni |Le riflessioni di un partecipante al percorso “Chi cerca è trovato”
Al termine dell’annuale percorso “Chi cerca è trovato“, proposto ai giovani (20 - 30 anni) dal Centro Diocesano Vocazioni, abbiamo chiesto ad una giovane che vi ha partecipato alcune sue impressioni.
Come ha conosciuto gli incontri del Centro Diocesano Vocazioni (”Chi cerca è trovato”)?
Ho conosciuto il Centro Diocesano Vocazioni durante un ritiro di Quaresima, organizzato dalla mia parrocchia in seminario; ci è stato presentato come uno strumento che poteva essere di aiuto per approfondire un po’ di più il nostro rapporto con Dio.
Perchè un giovane te ha deciso di continuare a frequentare questo cammino?
Perchè è interessante poter condividere con altri giovani l’esperienza della fede, e aiuta spesso a riconsiderare con più equilibrio io propri dubbi. E c’è un confronto continuo con chi invece ha incentrato la sua vita sul Signore e può cercare di rispondere alle domande che nascono o lanciare provocazioni che danno spunti di riflessione.
Quali sono le attese dei giovani d’oggi alle quali il Centro Diocesano Vocazioni può rispondere?
La necessità di non sentirsi i soli, nell’ambiente in cui si vive, a credere in Dio e di condividere questa convinzione con altri; il bisogno di un aiuto concreto per capire che cosa ci chiede e come vivere nella vita di tutti i giorni la fede.
Secondo te perchè un giovane dovrebbe frequentare i percorsi?
Per iniziare a porsi delle serie domande sulla vita e sul progetto del Signore su di lui. E conoscere persone interessanti.
E magari per fare quattro chiacchiere con il seminarista svitato di turno…!
In che cosa ti hanno aiutato i percorsi offerti dal Centro Diocesano Vocazioni?
Forse più di tutto a non aver timore di esprimere la mia idea su Dio, perchè ti fanno sentire parte di qualcosa di importante per cui vale davvero la pena di mettersi in gioco.
Tre aggettivi per descrivere i percorsi del Centro Diocesano Vocazioni offerti ai giovani della nostra diocesi.
1. arricchenti
2. coinvolgenti
3. allegri
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Forse con l’estate in arrivo- ma.. dal tempo non si direbbe- questa riflessione rischia di passare un po’ sotto silenzio, ma penso che a tutto provveda il Signore, quindi se potrà portare qualcosa bene, altrimenti… bene lo stesso. Da tempo rifletto sulla vocazione, sulla chiamata (non è una riflessione casuale!), ma ancor più sulla difficoltà di rispondervi. E’ vero, la nostra diocesi ha attivato tante proposte belle, interessanti (e vorrei ringraziare di cuore chi si prende incarico di tutto ciò), poi c’è - per i ragazzi che sentono la chiamata al sacerdozio - il Seminario… Insomma, per chi è molto giovane, per chi è un po’ più grande… c’è proprio tutto… o quasi. Ecco, direte, la solita guastafeste, che ha solo da criticare. No, perchè come dicevo credo che le cose fatte, belle, siano state tante, ma c’è sempre a mio parere (e quindi è contestabile) un punto debole: la vocazione femminile. C’è la tendenza a parlare molto di vocazione sacerdotale, a organizzare incontri per ragazzi (es. ministranti…) ma è poco toccato il versante femminile. Ma più ancora che nelle proposte nel momento in cui una ragazza o una giovane donna si rende conto di essere chiamata e… a quel punto è il caos… Per un giovane c’è la possibilità del seminario, anche, volendo, di poter condividere per qualche momento la vita dei seminaristi, senza necessariamente entrare in seminario, e quindi mantenendo i propri impegni lavorativi o scolastici. Per una giovane le cose sono diverse. Provare a volte comporta già per una ragazza le rinunce di una scelta (se vuoi provare seriamente la vita di una comunità e lavori spesso questa prova comporta la rinuncia al lavoro…). Allora la proposta che faccio è questa: perchè non creare anche per le giovani una struttura non come il seminario ma in grado di offrire alle giovani che sentono una chiamata (alla vita religiosa, o di consacrazione laicale…) spazi di preghiera, di studio, di condivisione, in cui poter sostare. In seminario i giovani hanno tra i tanti, un altro punto di forza: sentirsi insieme a fare un cammino, e questo da coraggio, sprona. La giovane chiamata spesso vive una profonda solitudine, soprattutto se in famiglia la scelta non è condivisa, ma non solo.
E’ solo una proposta. Non so se e quanto realizzabile.
Vorrei infine dire un’ultima cosa: qualche tempo fa su Vita Cattolica si è parlato dell’Ordo Virginum, poi non si è più saputo niente. Sarebbe bello se anche nella nostra diocesi fosse presente questa realtà, ma forse sarebbe necessario dare più risonanza a questa proposta… Anche questo è solo un piccolo sasso gettato per increspare leggermente l’acqua…. Ciao a tutti e grazie
Commento di Greta — Giugno 15, 2008 #