Le novità dei ministeri del lettorato e accolitato
Marzo 3, 2008 di Andrea
Nel cammino che porta i seminaristi al sacerdozio ci sono diversi passaggi, come un itinerario a tappe. Qui ci limitiamo ad alludere a due “ministeri”, cioè a due “compiti”, a due “servizi” che vengono affidati dal Vescovo stesso ai seminaristi (o a coloro che sono nel cammino del diaconato permanente). Si tratta del lettorato e dell’accolitato.
Due nomi difficili, sui quali talvolta anche la stampa locale ha equivocato, che dicono per il lettore il compito di leggere la Parola di Dio (non il Vangelo) nelle assemblee liturgiche; e per l’accolito il compito di aiutare il diacono e il sacerdote come ministro curando le celebrazioni liturgiche.
Detto in questo modo può sembrare banale: senza bisogno di essere incaricati dal Vescovo quanti ragazzi e giovani leggono in Chiesa e servono all’altare…
E invece almeno due sono le novità che comportano questi passaggi.
Anzitutto si tratta di un incarico ufficiale: di un ministero che il Vescovo affida pubblicamente nella Chiesa. Dunque di una responsabilità consegnata e accolta. Non è un servizio appeso all’emozione momentanea e neppure alle semplici abilità personali. Si tratta piuttosto di un compito ecclesiale per il quale maturare le giuste dimensioni interiori.
Ed è questa la seconda novità: la spiritualità che tali ministeri comportano. Paolo VI si esprimeva con queste parole:
“Il Lettore, sentendo la responsabilità dell’ufficio ricevuto, si adoperi in ogni modo e si valga dei mezzi opportuni per acquistare ogni giorno più pienamente il soave e vivo amore (Cf SC 24; DV 25) e la conoscenza della Sacra Scrittura, onde divenire un più perfetto discepolo del Signore”. “L’Accolito, destinato in modo speciale al servizio dell’altare, apprenda tutte quelle nozioni che riguardano il culto pubblico divino e si sforzi di comprenderne l’intimo e spirituale significato: in tal modo potrà offrirsi, ogni giorno, completamente a Dio ed essere, nel tempio, di esempio a tutti per il suo comportamento serio e rispettoso, e avere inoltre un sincero amore per il corpo mistico di Cristo, o popolo di Dio, e specialmente per i deboli e i malati”.
Ai nostri nuovi Lettori auguriamo di essere terreno buono in cui la Parola di Dio seminata abbondantemente porti molto frutto; e agli Accoliti auguriamo di saper vivere concretamente il “mistero della fede” che serviranno all’altare. Che la Parola del Signore e l’Eucaristia diventino la forma e la novità della loro vita.
don Enrico Trevisi



